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Musica: Bondi, urge riforma radicale delle Fondazioni Liriche
ROMA - 2 LUGLIO - Per le fondazioni liriche serve una riforma "radicale e coraggiosa". Lo ribadisce il ministro dei beni culturali Sandro Bondi (foto), che rispondendo al question time ad una interrogazione presentata da Michele Scandroglio (Pdl), sottolinea di aver informato il presidente del consiglio Berlusconi e l'intero governo di questa necessità e urgenza. Quella degli enti lirici, dice Bondi, "é questione importante, seria ed urgente. Da tempo sostengo che serve riforma delle fondazioni lirico sinfoniche, riforma invocata anche dagli stessi amministratori".
Il ministro ha ricordato che ad oggi la spesa per personale assorbe circa "il 70 per cento del finanziamento pubblico a ciò si aggiunge un deficit per 170 milioni di euro accumulato da 13 fondazioni liriche dal 2002 ad oggi e nello stesso periodo debiti iscritti nello stato patrimoniale che superano i 290 milioni di euro nonostante il finanziamento pubblico statale rappresenti quasi la metà del fondo unico per lo spettacolo (Fus)".
Dobbiamo prendere atto, prosegue Bondi, che la riforma degli enti lirici "ha sostanzialmente fallito il suo obiettivo". La privatizzazione "é risultata solo sulla carta", fa notare il ministro. Mentre la gestione non è stata affatto improntata allo spirito di imprenditorialità voluta dal legislatore". E' giunto quindi, sottolinea di "prendere di petto questa situazione introducendo una riforma radicale e coraggiosa. Occorre dare fiducia agli amministratori capaci ma bisogna anche dare lustro al settore, coinvolgere sempre più persone e nello stesso tempo fare il mondo che il pubblico apprezzi l'innovazione e la ricerca di nuovi talenti sfuggendo a logica dello star system". Ovviamente il ruolo dei finanziatori privati può essere decisivo, precisa, e "cio ' richiederebbe una politica fiscale piu' incentivante".
E' necessario, conclude Bondi, "migliorare in generale il sistema di finanziamento agli organismi dello spettacolo dal vivo tenendo conto della attività già svolte e rendicontate dei livelli quantitativi e dell'importanza culturale della produzione svolta della regolarità gestionale nonché degli indici di affluenza del pubblico".
Spettacolo: dal governo un colpo mortale. Non reintegrato il Fus. Mobilitazione
ROMA - 1 LUGLIO - Mentre si accinge ad ospitare il G8, presentando l'Italia come il Paese della cultura e dell'arte, il governo assesta un colpo micidiale alla cultura e all'arte italiane. E’ questa la denuncia di Agis, Anica, Anac, 100Autori che evidenziano che il Consiglio dei ministri si è rifiutato di adottare il decreto di parziale reintegro del pesante taglio al Fus, Fondo unico dello spettacolo, che avrebbe consentito una sopravvivenza minima delle attività culturali, pur restando l'investimento pubblico complessivo dell'Italia il più basso fra quelli dei paesi sviluppati. (foto, il premier Silvio Berlusconi).
Dall’inizio dell’anno sono stati adottati diversi provvedimenti a sostegno delle imprese in molti settori ma nessuno nello spettacolo, ignorandone non solo il ruolo di innovazione e creazione, cruciale in una società avanzata, ma persino il fondamentale rilievo in termini imprenditoriali e sopratutto occupazionali, mettendo in ginocchio migliaia di imprese e a repentaglio il futuro di 200 mila lavoratori del settore.
Mentre il governo si vanta di mantenere gli impegni, in questo caso smentisce i suoi stessi rappresentanti di fronte al mondo della cultura e allo stesso Presidente della Repubblica. Perché solenne è stato l'impegno a reintegrare i fondi per le attività culturali preso dal ministro Bondi e dal sottosegretario Letta durante la cerimonia di presentazione dei David di Donatello al Quirinale. Talmente solenne da riscuotere l'approvazione del Presidente Napolitano. Altrettanto impegnative le dichiarazioni del sottosegretario Giro alle Giornate del Teatro di Napoli, sul reintegro del Fus e sulla urgente definizione di una riforma dello spettacolo.
Di fronte a tale prova di ostentato disinteresse per la cultura e smentendo gli stessi membri del governo, che delle politiche culturali sono i responsabili, di fronte alla perdita della credibilità da parte degli interlocutori istituzionali, il mondo delle attività culturali condurrà una campagna di denuncia e di mobilitazione per far conoscere la grave situazione e far valere le sue istanze. Il cinema, la musica, la danza, l'opera, il teatro, i circhi, gli spettacoli viaggianti italiani producono eccellenze riconosciute internazionalmente e sono parte della cultura mondiale: la loro messa in crisi non è solo un problema nazionale. Per questo motivo – concludono Agis, Anica, Anac e 100Autori - il terreno delle iniziative di denuncia e di immediata mobilitazione delle associazioni che rappresentano le attività culturali avrà la più vasta dimensione internazionale.
MERCOLEDÌ, 17 GIUGNO 2009 LA REPUBBLICA - - Palermo
Condannati i vertici della fondazione per la "messa in libertà" dei dipendenti
"Comportamento antisindacale" Il ricorso scaturì dalle trattenute per il "Faust" saltato
Nel teatro dei veleni si celebra una nuova puntata della guerra tra sindacati e sovrintendente. Secondo il tribunale, il Massimo ha tenuto «una condotta antisindacale»: il presidente della Fondazione, il sindaco Diego Cammarata, e il sovrintendente Antonio Cognata sono stati condannati a pagare 1.500 euro di spese processuali. A loro il giudice ha ordinato di «astenersi dal ripetere siffatta condotta». Ecco quanto stabilito Gianfranco Pignataro, giudice del lavoro, pronunciandosi sul ricorso presentato dalle organizzazioni sindacali che si erano opposte alla decisione del teatro di mettere preventivamente in libertà tutti i lavoratori in occasione della messa in scena del "Faust" con Andrea Bocelli. Una pronuncia che ricalca quella di Bologna dove a essere condannato è stato l´ex leader della Cgil Sergio Cofferati. Un´altra batosta per l´equilibrio del teatro, già sconvolto dall´aggressione a Cognata, picchiato da due sconosciuti sotto casa ad aprile scorso, e dalle nuove minacce: una busta con tre proiettili.
Il 20 marzo il "Faust" di Gounod non andò in scena per lo sciopero nazionale sui tagli al Fondo per lo spettacolo. Ma due giorni dopo, domenica 22 marzo, saltò anche la replica per la rottura del dialogo tra le organizzazioni dei lavoratori e il sovrintendente Cognata. In occasione della proclamazione dello sciopero nazionale, il consiglio di amministrazione aveva infatti deliberato la messa in libertà di tutti i lavoratori che partecipavano all´opera-concerto. Di fatto, dunque, nessuno avrebbe ricevuto la giornata di paga. «Deliberando la messa in libertà 24 ore prima del Faust Cognata non ha permesso ai lavoratori di scegliere se aderire o no allo sciopero», denunciarono Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil e Fials Cisal. Una posizione condivisa dal giudice, che nella sentenza scrive che «la Fondazione sul solo rilievo che gli scioperi in questione sono stati indetti da quattro organizzazioni sindacali, e che ad esse aderisce oltre la metà degli aderenti all´orchestra, ma senza ulteriori indagini circa il prevedibile numero di effettive adesioni allo sciopero, già il giorno precedente ha disposto la messa in libertà di tutti gli orchestrali impegnati nell´esecuzione dello spettacolo, senza quindi accertare, né poterne dare la prova, la sussistenza in concreto della postulata inutilizzabilità della prestazione anche degli eventuali lavoratori non scioperanti».
Una decisione che secondo il giudice «non ha nemmeno consentito ai singoli lavoratori di esprimere o meno il proprio consenso all´astensione, depotenziando in radice l´effetto dello sciopero e finendo per annullarne la portata». Il comportamento della Fondazione quindi ha assunto «una valenza lesiva della libertà di azione sindacale». Il giudice del lavoro ha accolto dunque i ricorsi presentati dagli avvocati Roberto Croce, Piero Vizzini, Guido Lo Meo e Alfredo Sigillò, ma la Fondazione Teatro Massimo annuncia che farà ricorso.
I sindacati cantano vittoria: «Finalmente viene riconosciuto quanto da noi più volte sostenuto - dicono Angela Biondi, Cgil, Francesco Assisi, Cisl, Giuseppe Tumminia, Uil, e Fausto Patassi della Fials Cisal - l´assenza di corrette relazioni sindacali. Adesso attendiamo che il sindaco e Cognata ci convochino per mettere un punto rispetto agli atteggiamenti del passato». Ma il vice presidente Giuseppe Dell´Aira annuncia che il cda impugnerà di certo la sentenza: «Ci siamo comportati come avrebbe fatto qualunque altra fondazione lirica e abbiamo tutelato il pubblico danaro e gli interessi degli spettatori».
La cancellazione del Faust ha provocato un danno di quasi 200 mila euro: centomila euro per i cachet degli artisti e almeno 80 mila euro di mancati incassi.
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Comunicazione via fax.
Sigg. Dentoni UILCOM UIL MILANO, Zambelli FISTEL CISL, Malatesta FIALS, Pizzamiglio e Albori SLCCGIL
Oggetto: Procedura dì attivazione per l'elezione RSU - RLS
La nostra organizzazione ha raccolto le firme necessarie per procedere alle elezioni delle RSU-RLS nella Fondazione Teatro alla Scala.
Prima di procedere all'indizione delle stesse, anche alla luce della richiesta avanzata dalla Cgil di un incontro sullo stesso tema, Vi chiediamo la disponibilità ad un incontro tra tutte le organizzazioni sindacali interessate alle elezioni.
Rimaniamo in attesa di una vs. urgente risposta, in caso negativo procederemo alla indizioni delle elezioni. Milano 09.06.09
per la Cub Informazione Trifiletti Guido
Venerd' 12 giugno vari coristi, ballerini, tecnici, impiegati erano svegli e hanno manifestato.
Orchestra e molti coristi invece non hanno partecipato anche se erano abbastanza svegli...


Lavorare oggi nella Cultura e nello Spettacolo, è il titolo dell'incontro che avrà luogo mercoledì 10 giugno presso la Casa del Cinema di Roma. Organizzato dalla Slc-Cgil, il dibattito vedrà gli interventi, tra gli altri, di Francesco Giambrone , sovrintendente del Maggio Fiorentino, Sergio Escobar, direttore de Teatro Piccolo di Milano, e Riccardo Tozzi, presidente dei produttori cinematografici.
Un concerto di protesta contro i tagli al Fondo unico per lo spettacolo.
Lo metteranno in scena i lavoratori del Teatro Regio di Torino il prossimo venerdì 12 giugno, dalle 10,30 alle 12,30 nell'atrio 'Carrozze' del teatro. "Rivendichiamo una legge di riforma vera delle fondazioni - si legge in un comunicato - l'attivazione di un tavolo di confronto con il Comune, la Provincia di Torino e la Regione Piemonte per definire un percorso a sostegno del Teatro Regio, della cultura e per la ripresa delle trattative per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro".
Dopo il concerto (in programma le prove dell'opera 'Adriana Lecouvreur'. nel pomeriggio si svolgerà un'assemblea pubblica aperta alla cittadinanza e alle forze politiche.
"Napoli- Le giornate del teatro" Il 12 e 13 giugno
Duecento operatori dello spettacolo da vivo provenienti da tutta Italia, insieme ai rappresentanti delle istituzioni nazionali, regionali e locali, parteciperanno il 12 e 13 giugno alla seconda edizione di Napoli - Le Giornate del Teatro, in programma nell’ambito del Napoli Teatro Festival Italia.
L’iniziativa, che si svolgerà a Napoli a Villa Pignatelli, alla Riviera di Chiaia, è promossa dalla Fondazione Campania dei Festival ed organizzata dall’Agis, Associazione Generale Italiana dello Spettacolo, in collaborazione con l’Eti, Ente Teatrale Italiano, e con il patrocinio del ministero per i Beni e le Attività Culturali. La sessione della mattina di venerdì 12 giugno sarà riservata alla legge quadro sullo spettacolo dal vivo, in discussione in Parlamento.Venerdì pomeriggio si affronterà il tema dei decreti ministeriali sui criteri e modalità di assegnazione dei contributi per il 2010.
vedi sui commenti del post
CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE N. 136
LEGGE QUADRO PER LO SPETTACOLO DAL VIVO ( INTEGRAZIONI) marzo 2009
DOMANDA milano 15 maggio 09.
le segreterie e le rsa chiedono incontro urgente con la Fond. Teatro alla Scala in merito a diversi punti rimasti in sospeso e per dare escuzione agli accordi sottoscritti in data 15 aprile e 30 luglio 2008 del CONTRATTO AZIENDALE.
Il punto più importante 1°: In merito all'accordo del 15 aprile 2008, la presentazione del nuovo PIANO ORGANICO FUNZIONALE (POF) .
RISPOSTA Milano 29 maggio 09
Relativamente al punto 1°, la Direzione del Teatro sta valutando nel merito, anche attraverso uno specifico approfondimento giuridico-legale, l'accordo del 14-4-08 in conseguenza di note vertenze promosse da alcuni dipendenti e ai relativi giudizi del 1°grado già emessi.
In ragione di questo sopra, saremmo in grado di fissare un incontro specifico su tale tema dopo il 10 giugno p.v.
Il Direttore Generale della Fondazione Teatro Alla Scala M.di Freda.
Vostri pareri e conclusioni ??? scriveteli sui commenti
La C.U.B. Alla Scala aderisce allo sciopero generale di 8 ore dei sindacati di base perché:
Anche alla Scala avvengono licenziamenti illegittimi e indiscriminati dagli impiegati alle operaie e alle ballerine/i.
Anche alla Scala c'è troppo precariato, ed è arrivato il momento delle stabilizzazioni.
Anche alla Scala avvengono infortuni sul lavoro che si possono facilmente prevenire ed evitare.
Anche alla Scala per tanto tempo si è chiuso gli occhi sulla tutela della salute dei lavoratori in particolare nei confronti dell'incubo amianto.
Il 15 saremo in piazza per dire che impediremo i tagli allo spettacolo e lo smembramento delle fondazioni liriche e del suo tessuto culturale e sociale. Il governo è il principale responsabile del blocco del rinnovo del Contratto nazionale fermo da più di due anni.
General Strike Milano L.go Cairoli 9,30.
Non si uccidono così anche i cavalli ?
Il Teatro Alla Scala propone un accordo suicida sul ballo in cui, per salvare due lavoratori se ne lasciano a casa 8.
Per difendere gli anni di fatica di essere tutte le sere al massimo sul palcoscenico, e per affermare il diritto di continuare a danzare.
La cub balla con voi
Respira e cospira con la mascherina
Alla May Day parade 009
Actinolite d'amianto, Grunerite d'amianto, Antofillite d'amianto, Crisotilo, Crocidolite.
Le sostanze sopra elencata, per chi non lo sapesse, appartengo tutte alla “famiglia” dei silicati fibrosi ed hanno in comune un tristissimo primato.
Molte delle persone che sono venute in contatto queste fibre, o meglio che le hanno respirate, sono morte di tumore alla pleura o nei casi meno gravi hanno riportato malattie croniche all’apparato respiratorio.
Ciò che preme, invece, denunciare è che nei mesi scorsi al Teatro alla Scala di Milano è stato rinvenuto in diversi locali dell’amianto. Cosa ancor più sconcertante, è che in questi locali i lavoratori del Teatro svolgono quotidianamente le loro mansioni. Avete capito bene. Siamo nel centro di Milano in uno dei teatri più famosi del mondo dove si ammala e si muore di amianto.
A Milano anche le case di edilizia popolare di Rogoredo, estrema periferia sud est, dove tante famiglie vivono in case di edilizia totalmente ricoperti di amianto) dove si muore di tumore e dove Oscar divenpopolare assegnatagli dal Comune (via Feltrinelli, un blocco di appartamenti ta "White" quando comprende a fondo il significato reale della vita nelle case bianche dove vive l'amianto che si porta via gli amici più cari, in via Russoli con storie degli abitanti delle case Aler, ne mettono in fila diverse: quella del signor Giorgio, operaio dell'Alfa; del signor Luigi, finanziere; del signor Giacomo, commerciante. «Tutti morti perché vivevano in case piene d'amianto » I lavoratori continuano a morire, ma sono sempre di più anche le persone che si ammalano dopo essere venute in contatto con l'amianto nell'ambiente, anche in casa, diventando un problema sociale. Non c'è una soglia minima, basta una piccola esposizione.
Una grande battaglia legale contro l’ex Breda l’ha fatta “Il Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio”, a noi vicini, costituito essenzialmente da operai d’ex fabbrica “Breda Fucine” di Sesto San Giovanni.
Alla Scala, insieme alla CUB oggi affrontiamo il problema per interrompere le attività e bonificare i locali incriminati, per considerare i lavoratori morti di mesotelioma, per i diritti dei malati gravemente e di tutti i lavoratori esposti fino a oggi senza che siano stati riconosciuti i benefici previdenziali.
Alla May Day Parade i Lavoratori Auto Organizzati Scala insieme a Oscar "White" denunciano il flagello dell’AMIANTO per iniziare a combattere in quartiere in fabbrica e in teatro attraverso la musica e la cultura hip hop.
Auto Organizzati Scala